Shelly Presence Gen4 è un sensore di presenza a radar mmWave pensato per chi vuole automazioni che reagiscono a una persona davvero presente nella stanza, e non solo a un movimento passato davanti al sensore. Supporta fino a 10 zone configurabili, copre ambienti fino a 42 m² e si collega via Wi-Fi 6, Bluetooth 5 LE e Zigbee 3.0, con supporto Matter-over-Wi-Fi. In questa guida vediamo come funziona, come va installato e per quali configurazioni ha più senso.
Perché un radar mmWave è meglio di un PIR
I classici sensori PIR rilevano le variazioni di calore in movimento. Funzionano bene in un corridoio, ma in salotto, in camera o in studio hanno un limite noto: se resti seduto a leggere o a lavorare, dopo qualche minuto il sensore ti considera assente e spegne la luce. Il risultato è la scena che conosciamo tutti, con le braccia alzate per “risvegliare” l’automazione.
Shelly Presence Gen4 usa invece un radar che lavora nella banda 60-64 GHz e rileva la presenza anche quando si è fermi, fino a circa 3 metri di distanza. Questo permette di costruire automazioni più naturali: la luce resta accesa finché ci sei, il climatizzatore non si spegne mentre lavori alla scrivania, e tutto si ferma quando la stanza è davvero vuota. Essendo un radar e non una telecamera, non registra immagini: è una soluzione adatta anche a bagni, camere da letto e uffici.
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Specifiche e caratteristiche principali
Ecco i dati tecnici più importanti riportati nella documentazione ufficiale Shelly per il modello S4SN-0U61X.
| Caratteristica | Specifiche |
|---|---|
| Sensore | Radar mmWave 60-64 GHz con rilevamento di presenza statica fino a 3 m, più sensore di luce (buio, crepuscolo, luminoso) |
| Copertura | Fino a 42 m²; a parete 140° orizzontali, 8 × 8 m; in angolo 90°, 7 × 7 m |
| Zone | Fino a 10 zone di rilevamento personalizzabili, con mappa in tempo reale delle persone rilevate |
| Connettività | Wi-Fi 6 (802.11 b/g/n/ax), Bluetooth 5 LE, Zigbee 3.0, Matter-over-Wi-Fi |
| Alimentazione | 5 V DC via USB-C, 1 A; consumo 2,5 W nominali, 3,5 W al massimo |
| Dimensioni e peso | 64 × 41 × 26 mm e 42 g senza base; 73 × 41 × 37 mm e 85 g con base. Colori bianco e nero |
| Funzioni firmware | Scripting, MQTT, webhook, scheduling, interfaccia web integrata |
Nota sul numero di persone rilevate: nelle funzioni principali Shelly parla di identificazione fino a 10 persone, mentre nella tabella radar delle specifiche compare il valore di 6 oggetti. Se il tuo progetto dipende da questo dato, verifica la documentazione aggiornata o la versione del firmware.
Zone, filtri e sensore di luce
Il punto forte di Presence Gen4 è la configurazione. Puoi disegnare fino a 10 zone, ognuna con un comportamento diverso, e usare la mappa integrata per vedere in tempo reale dove il radar sta rilevando le persone. In un open space o in un soggiorno con zona pranzo, per esempio, puoi accendere solo l’illuminazione sopra il tavolo e lasciare spenta quella del divano.
La regolazione di potenza di trasmissione e sensibilità, con controlli avanzati di fine tuning, e un menu di preset pronti per ambienti specifici riducono i tempi di messa a punto. Sono disponibili anche filtri per ignorare i movimenti vicino al pavimento ed evitare falsi positivi da piccoli oggetti come animali domestici o robot aspirapolvere. Il sensore di luce integrato completa il quadro: puoi accendere le luci solo quando l’ambiente è buio, oppure attivare una scena soft al crepuscolo.
Installazione e posizionamento
Il sensore è venduto già montato su una base d’appoggio con peso metallico integrato, adatta a mensole, tavoli o armadi. In alternativa si può fissare con nastro biadesivo oppure con tasselli e viti. Esiste anche la modalità di montaggio capovolto: ruotando il dispositivo di 180° basta attivare l’opzione “Flipped mounting” nell’interfaccia web o nell’app Shelly Smart Control.
- Altezza ideale: circa 2 metri, con altezza massima della stanza supportata di 5 metri.
- Inclinazione consigliata: circa 15°.
- A parete: meglio al centro, per sfruttare tutti i 140° del campo di rilevamento.
- In angolo: soluzione per stanze più piccole, con campo ridotto a 90° e 7 × 7 m.
- Ambiente: solo uso interno, con umidità tra 30% e 70% e temperature da -20 °C a 40 °C.
Ricorda che il radar non vede attraverso pareti o ostacoli solidi e che il sensore si trova sul lato frontale: non rileva ciò che accade alle sue spalle. Dopo l’installazione, indica la posizione scelta nell’interfaccia web o nell’app per ottimizzare la copertura. Per l’alimentazione, Shelly raccomanda un alimentatore dedicato di buona qualità con 5 V stabili, evitando caricatori multiporta, stazioni di ricarica e adattatori a ricarica rapida la cui tensione può variare.
Wi-Fi, Zigbee o Matter: come collegarlo
Il dispositivo esce di fabbrica con firmware Matter. Premendo cinque volte rapidamente il pulsante si passa al firmware Zigbee, e viceversa. Con tre pressioni rapide si entra invece in modalità di associazione Zigbee. In pratica Matter e Zigbee si scelgono in alternativa, mentre il collegamento Wi-Fi resta disponibile per Shelly Cloud, interfaccia web e integrazioni come Home Assistant.
| Modalità | Ambiente indicativo | Caratteristica chiave | Smart / Home Assistant |
|---|---|---|---|
| Matter-over-Wi-Fi | Smart home multipiattaforma | Firmware predefinito; di base una sola zona visibile, fino a 10 aggiungendole | ✅ Dipende dalla piattaforma Matter utilizzata |
| Zigbee 3.0 | Reti Zigbee già esistenti | Portata fino a 100 m in interni, dipende dalle condizioni locali | ✅ Richiede coordinator compatibile |
| Wi-Fi 6 e Shelly Cloud | Ecosistema Shelly e interfaccia web | Configurazione completa di zone, preset e filtri | ✅ Integrazione con Home Assistant |
Sul fronte assistenti vocali, la documentazione indica la compatibilità come sensore di movimento per Amazon Alexa, come sensore di occupazione per Google Home e come sensore di presenza per Samsung SmartThings.
Punti di forza e limiti
✅ Pro
- Rileva la presenza anche con persone ferme.
- Fino a 10 zone configurabili e mappa in tempo reale.
- Wi-Fi 6, Zigbee 3.0 e Matter-over-Wi-Fi.
- Filtri per animali domestici e robot aspirapolvere.
- Sensore di luce integrato.
- Nessuna telecamera, ottimo per la privacy.
❌ Contro
- Richiede alimentazione USB-C continua, non va a batteria.
- Alimentatore di qualità e tensione stabile consigliato dal produttore.
- Solo uso interno, con campo di vista limitato al lato frontale.
- Non rileva attraverso pareti e ostacoli.
- Matter e Zigbee si alternano cambiando firmware.
Nota importante: verifica sempre modello, firmware e compatibilità con la piattaforma utilizzata prima dell’acquisto. In ambienti con molte zone, animali o robot aspirapolvere dedica qualche minuto alla taratura di sensibilità e filtri.
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Idee di utilizzo
Gli scenari più interessanti sono quelli in cui il PIR fallisce: luci che restano accese finché lavori alla scrivania, climatizzatore o riscaldamento spenti quando la stanza è vuota, scene diverse in base alla luce ambientale, controllo dell’occupazione in bagni e camere da letto senza telecamere. Nelle case grandi o open space, le zone permettono di illuminare solo le aree realmente in uso, con un beneficio concreto sui consumi.
Domande frequenti
Shelly Presence Gen4 funziona a batteria?
No. Si alimenta via USB-C a 5 V e richiede quindi una presa nelle vicinanze oppure un cavo adeguato.
Rileva una persona ferma sul divano?
Sì, il radar mmWave è progettato per rilevare la presenza statica, entro circa 3 metri di distanza.
Posso usarlo con Matter e Zigbee insieme?
Secondo la documentazione, il dispositivo passa da firmware Matter a Zigbee premendo cinque volte il pulsante, quindi le due modalità non si usano contemporaneamente.
Verdetto finale
Shelly Presence Gen4 è una scelta convincente per chi vuole portare la presenza reale nella propria smart home, senza ricorrere a telecamere. Il radar mmWave, le zone multiple, i filtri anti falsi positivi e la scelta tra Matter, Zigbee e Wi-Fi lo rendono adatto sia a chi si affida a Home Assistant sia a chi preferisce un ecosistema Matter. Va pianificato con attenzione il punto di alimentazione e il posizionamento, ma una volta tarato può diventare il sensore di riferimento di soggiorni, studi e open space.
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